fbpx

OK IL PREZZO è GIUSTO!

Così recitava Iva Zanicchi nel programma televisivo cult anni ’90. Quando si tratta di bottiglie di vino potremmo sfoggiare tanta sicurezza? Da cosa dipende, da cosa è influenzato, quali parametri, quali elementi incidono in modo prevalente sul prezzo di un vino?

Quante volte capita di assistere alla scena, lungo gli scaffali dei supermercati, in cui frettolosi consumatori che afferrando un Brunello di Montalcino, un Franciacorta, un Barolo o un Trentodoc, esclamano: “No! Troppo caro!” E poi magari nello scaffale a fianco fare rifornimenti di prodotti dolciari industriali a prezzi superiori.
Davanti a una distorta percezione del valore di un prodotto, c’è spesso la cosiddetta asimmetria informativa, ovvero la non conoscenza delle fasi con cui si arrivi alla messa in commercio finale.

Si pensi che il vino è un prodotto naturale, deriva da un frutto, l’uva, sulla cui maturazione influiscono i capricci annuali del meteo, senza considerare le numerose malattie di cui può soffrire la vite. Appena vendemmiata non si può stoccare, occorre con velocità procedere alla pigiatura, quindi fermentazione alcolica. La maturazione in recipienti, così come il riposo in bottiglia può durare mesi, anni, decenni, prima di arrivare sulle mensole di enoteche, bar, ristoranti. Quanto valore diamo a questo processo? Quanto dovrebbe costare una bottiglia di vino, dove dietro ci sia l’amore, la cura, la passione di un vignaiolo che in modo artigianale e naturale conduce un vigneto e che poi segue, come farebbe un padre col figlio, l’evoluzione in cantina, giorno per giorno, finché non si arriva all’imbottigliamento.


So già che qualcuno di voi sta già storcendo il naso al pensiero di bottiglie che costano, 100, 500 e anche oltre 1.000 euro l’una. Tralasciando le considerazioni microeconomiche e di marketing, sull’equilibrio tra domanda e offerta, in un mercato libero se un prodotto costa quel prezzo significa che c’è qualcuno disposto ad acquistarlo, punto. Tutto ciò esula da una pura correlazione con la qualità. Occorre considerare anche la storicità, il prestigio, la tradizione, l’esclusività.


Vale anche la considerazione opposta però, sarà capitato anche a voi di trovarvi di fronte a bottiglie nella grande distribuzione, vendute a 2/3 euro! Per le osservazioni espresse fin qui viene da chiedersi se sia proprio uva la materia prima utilizzata!!!
L’attenzione sull’aspetto prezzo, la voglio catturare con un semplice esempio: immaginiamo un vino spumante Metodo Charmat (come ad esempio il Prosecco), prodotto in autoclave anche in appena 4 mesi, poi un vino spumante Metodo Classico (Franciacorta, Trentodoc per citarne due), rifermentato in bottiglia, con processi spesso manuali e affinato sui lieviti fino a 5/10 anni.
Potranno mai avere lo stesso prezzo? Possono essere comparati soltanto sulla base di quanto costano? Pur avendo entrambi le bollicine dentro la bottiglia…..e sia chiaro, pur essendo ognuno piacevole e gradevole per la propria tipologia.


Ecco che quindi il prezzo riflette un processo che inizia dalla barbatella della vite e termina con una bottiglia di vetro etichettata, con in mezzo anni di fatica, di sudore, di ansie, di amore, di passione.


Se un vino riesce a trasmettervi emozioni, a stimolarvi sensazioni gustative soavi, a farvi trascorrere momenti di allegria e di piacere, non solo il prezzo è giusto ma anche la vostra scelta.


Buon Vino e #DrinkSecco

Valentino Tesi miglior sommelier d’Italia 2019/2020


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *